FOTOGRAFIA

Premere il pulsante di scatto è solo una fase meccanica intermedia di una filiera fatta di osservazione, discussione, ragionamento, emozioni. La macchina fotografica è solo uno strumento sofisticato capace di materializzare pensieri ed idee come le immagini qui in basso che potrebbero raccontare chi sono senza scrivere troppe parole.

Cerco sempre prospettive alternative. Amo guardare le cose da rasoterra o da sopra un muretto, una scala, una sedia.  Prediligo fotografare con diaframmi molto aperti.

Mi piace la strada….the street….la calle….perchè spesso offre tutto quello che occorre per creare un set: basta osservare ed assemblare i vari elementi disponibili..

Prediligo la luce laterale morbida: flash o faretti con un paio di strati di carta forno, sole basso sull’orizzonte con qualche nuvoletta calda nel cielo, finestra con una tenda spessa, luce che rimbalza su una superficie chiara….in queste condizioni si amplifica la mia anima fotografica.

Cerco la gente e cerco sempre di entrare nel loro mondo e quasi sempre ci riesco perchè certe cose sono fatte di energia umana…quella bella.

Quando esco per fare un po’ di foto in realtà vado a respirare un po’ di mondo. Vado a impantanarmi, inzupparmi a sprofondare in qualche storia.

A volte è necessario andare incontro alla fotografia. Per scattare questo stormo di Berte Minori ho dovuto prendere una canoa e andare un paio di Km al largo con la Nikon D700 tra le gambe coperta da un asciugamano. Volevo scattare una foto ma volevo anche essere lì insieme a loro. Un po’ come sosteneva il gabbiano Jonahtan Livington: l’importante è esserci!

Sono dannatamente affascinato ed attratto dall’inferno umano ed ho potuto vivere e fotografarlo in molte occasioni. Io dietro la mia macchina fotografica e loro dietro le sbarre di un carcere, o in una piantagione di canna da zucchero. Io la sera nel mio letto caldo e profumato e loro in 20 dentro una cella sporca e infetta. Io nato in Italia e loro in paesi poveri. Entrare nell’inferno mi serve, mi aiuta, ne ho bisogno, lo cerco, trovo sempre il modo per entrarci. E quando sono dentro con un 50mm impostato a f/4 cerco di catturare sguardi di fantasmi che dopo il click scompaiono nel buio del silenzio.

La pace dei piccoli batey (villaggi). I polli che scorrazzano sulla strada sterrata. Le chiacchiere al colmado (piccolo alimentari). L’odore del fuoco. Gli occhi dei bambini che brillano più delle stelle.

Guardo indietro nella mia storia personale per capire come affrontare il presente e attingo dall’esperienza per gestire nuovi set fotografici, nuove location, nuove prospettive, nuovi format di scatto e post produzione.

Il mondo analogico mi ha dato la possibilità di sperimentare con il “poco” che offriva. E oggi vivo il digitale analogizzandolo, cioè senza lasciarmi impigrire dalle soluzioni, dagli automatismi. Mantengo viva ed attiva l’antenna dell’istinto. 

Un fotografo deve imparare ad essere anche un regista e gestire al meglio i clienti che pagano il servizio e ne sono anche attori principali. Serve empatia, positività, psicologia, istinto.

La fotografia è un continuo entrare in mondi sconosciuti.

Di seguito pubblico alcune fotografie nella speranza possano raccontarvi l’attimo in cui sono state scattate. Io ero semplicemente lì come potrei esserlo nel caso aveste bisogno di un fotografo.

SERVIZIO FOTOGRAFICO BASE

50
  • 20 FOTOGRAFIE ALTA DEFINIZIONE
  • POST PRODUZIONE CON PHOTOSHOP
Popolare

SERVIZIO FOTOGRAFICO

150 A PARTIRE DA
  • 50 FOTOGRAFIE AD ALTA DEFINIZIONE
  • POST PRODUZIONE CON PHOTOSHOP
  • UTILIZZO ILLUMINAZIONE DA STUDIO
TOP

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