Corpi fragili

Ho conosciuto Elena nella redazione di una radio e mi ha raccontato della sua “malattia”. Lo scrivo tra virgolette perché è una malattia NON malattia. La fibromialgia è una sindrome cronica complessa caratterizzata da dolore diffuso e persistente a muscoli, tendini e articolazioni, spesso accompagnato da stanchezza cronica, disturbi del sonno, rigidità, problemi cognitivi (come difficoltà di concentrazione) e sintomi neurologici, colpendo principalmente donne in età adulta e considerata un disturbo legato alla sensibilizzazione centrale del dolore. Una croce da portarsi dietro che spesso non è riconosciuta dai datori di lavoro. Dato che si tratta di una sindrome molto diffusa e poco conosciuta mi ha chiesto di scrivere una sceneggiature e girare il video clip della sua canzone “Corpi fragili.” Ho buttato giù questa pagina di schizzi che raccontano due persone, due anime nello stesso corpo. Una reale vestita casual e un’altra con abito bianco che si muove dentro un bosco senza cercando un’uscita che non trova. Alla fine si libera ed appare sdraiata su una spiaggia piena di orme senza direzione.

Una volta scritta la sceneggiatura ho girato il video con un diaframma completamente aperto per creare un effetto sfocato tra le due Elene che si sovrappongono nel montaggio.

Ho focalizzato molto sulla bocca di Elena peché ritengo sia un punto focale del video; non solo per la sua perfezione e bellezza ma per come sa esprimere e cantare.

La creatività può esprimersi e materializzarsi su un foglio di carta seduti chissà dove. A volte ho l’impressione che la creatività sia luce che riusciamo a catturare su un una pellicola cartacea. Esssere creativi è un po’ come essere fotografi dell’anima e sapere quando aprire  l’otturatore. Magari ho detto una cazzata ma questo figlio di carta scarabocchiato qui in basso è un po’ la fotografia di un momento. Click!

Ho girato questo video con una Nikon D5200 tenuta in mano senza gimbal per dargli il giusto tremore. Obiettivo 50mm impostato a f/2.8.